L’energia è ciò che rende possibili le azioni, i processi, la vita moderna. Non possiamo farne a meno, e non possiamo prescindere dal modo in cui la generiamo. In fisica, l’energia non ha una definizione univoca, ma ha un valore fondante: è il vincolo che determina quali processi sono possibili. Senza energia, nulla accade. In termini pratici, questo significa che l’energia è per una società ciò che il denaro è per un’economia: più ne abbiamo, più possiamo fare. E i dati confermano: il consumo energetico è direttamente proporzionale sia al PIL pro-capite che all’indice di sviluppo umano.

È per questo che parlare di riduzione dei consumi senza un’adeguata strategia tecnologica non è solo ingenuo, ma rischioso. Non si può “decrescere” senza comprometterne gli effetti: meno energia vuol dire meno servizi, meno produzione, meno opportunità. Serve invece più energia, ma deve essere Climate Neutral, accessibile e progressivamente più economica, per garantire la competitività del sistema produttivo del Paese e una maggiore qualità della vita per le famiglie. Questa è la sfida vera: assicurare energia abbondante, sostenibile e a prezzi contenuti.

Oggi l’Italia è il primo importatore netto di energia elettrica in Europa. Siamo in forte deficit strutturale, sia economico che energetico. E mentre i paesi che investono in generazione autonoma – come la Francia con il nucleare – attraggono industrie energivore e capitali, da noi il costo dell’energia resta elevato, con ricadute negative sul manifatturiero, sulla crescita e sull’occupazione. Per invertire la rotta, è fondamentale una visione di sistema. Il nucleare – in forme moderne e sicure come SMR, MMR e AMR – sarà una componente ineludibile del mix energetico del futuro. Ma ci vorranno almeno dieci anni per vederne un contributo operativo su scala. Il vero tema allora è come affrontare il transitorio.

La risposta è un’integrazione intelligente tra fonti rinnovabili, attraverso sistemi multi-energy, capaci di combinare e ottimizzare le caratteristiche di ciascuna fonte. L’eolico e il fotovoltaico sono imprescindibili, ma intermittenti. Ad affiancarli servono fonti continue e programmabili, come l’idroelettrico e soprattutto la geotermia a media entalpia, risorse rinnovabili che possono fornire energia h24, 365 giorni all’anno, integrandosi perfettamente con le altre rinnovabili e contribuendo alla stabilità della rete.

Il principio che deve guidarci è quello della neutralità tecnologica: non esistono fonti buone o cattive in assoluto, ma tecnologie più o meno adatte ai contesti, ai territori, agli obiettivi. Serve una valutazione scientifica e ingegneristica, non ideologica. Serve ingegneria che individui soluzioni sostenibili e scevre da demagogia. E serve un quadro regolatorio che non ostacoli l’innovazione, ma la accompagni, la metta in sicurezza, la renda replicabile e, soprattutto, possibile in tempi brevi.

 

Energia Fisica - energia

 

Il secondo principio della termodinamica – che ogni conversione energetica comporta una perdita di qualità – dovrebbe essere patrimonio culturale diffuso. Come sappiamo chi erano Dante e Manzoni, dovremmo sapere perché è necessario continuare a trasformare energia. Per farlo bene, serve conoscenza, multidisciplinarità, e soprattutto una visione industriale: l’energia è la premessa per qualsiasi futuro desiderabile.

Perché tutto ciò che ci sta a cuore – dall’intelligenza artificiale all’acciaio, dai data center alle famiglie – ha bisogno, oggi più che mai, di energia. E di buone decisioni.